Chi sono

Ciao, sono Chiara!

Mi presento!

Per gli amici “Chi” o “La Gari”. Torinese di nascita e milanese d’adozione. Da sempre lavoro nel mondo della comunicazione e della pubblicità.

Amo Milano ma non ho mai tagliato il cordone ombelicale con Torino, dove torno appena posso e che resta “la mia città”.

Capricorno, ascendente gemelli, e soprattutto con la luna in acquario, che vuol dire solo una cosa: libertà.

Da sempre, e quando dico da sempre è proprio nel senso più letterale del termine, amo VIAGGIARE.

Girare il mondo è la mia più grande passione. 

Il viaggio per me è prima di tutto libertà. Salire su un aereo è una delle cose più vicine all’essenza stessa di felicità.

Spesso partire è stata la mia terapia: mi ha salvata da una storia d’amore sbagliata, mi ha rigenerata, mi ha alleggerita e mi ha fatta evadere da una realtà che mi stava stretta.

Ho tanti, tantissimi luoghi a cui sono legata.

Ma il primo, il mio posto del cuore, è sicuramente il Brasile. E’ stato un colpo di fulmine, di quelli potenti e travolgenti. Ci sono già stata tre volte e so con certezza assoluta che tornerò ancora.

Londra è un altro luogo che amo profondamente, un altro colpo di fulmine.

Ci sono stata infinite volte e ci ho vissuto un mese intero. Questa è davvero una lunghissima storia d’amore.

Amo dare, o “disperdere” consigli di viaggio.

Lo faccio con gli amici, lo faccio sulla mia pagina Instagram e ora sono felice di condividerli qui.

Mi piace suggerire itinerari, consigliare ristoranti, segnalare le cose belle che vedo nel mondo.

Amo, rigorosamente in ordine sparso: il vino rosso, le cene con gli amici, i tramonti, gli arcobaleni e le borse glitterate.

E ora conosciamoci meglio: raccontami qualcosa di te!

Ma perchè Wanderlust, vi chiederete?

La Gari Wanderlust, ma perchè Wanderlust vi chiederete?

In tedesco, Wanderlust letteralmente significa “desiderio di vagabondare, volersi sempre muovere”. Il desiderio martellante di scoprire luoghi e culture nuove. Insomma, la smisurata voglia di viaggiare, la ferma volontà di scoprire tutto il mondo . Quello che ti fa brillare gli occhi più di qualunque altra cosa.

Vi faccio alcuni esempi:

  • Io converto il costo di qualsiasi spesa in viaggi. Quando mi trovo davanti a qualcosa che vorrei o che dovrei comprare, inizio a calcolare nella mia mente: ma io dovrei spendere 1.000 euro per un divano quando potrei comprarmi un volo aereo? “No  grazie”;
  • Nella mia mail almeno la metà dei messaggi sono offerte di hotel, di voli, di viaggi….e si va dal Brasile a Londra, dall’Islanda ad un safari in Botswana. Se digito sulla tastiera la lettera S immediatamente appare Skyscanner;    
  • La mia valigia non viene riposta in cantina, mai. E’ sempre in un posto visibile e pronta all’uso, io amo preparare la valigia, sono tutto il contrario della maggior parte delle persone che vanno in crisi solo all’idea;
  • Se qualcuno si sposa il primo pensiero e la prima domanda per me è: e dove andrete in viaggio di nozze? Insomma chissenefrega delle bomboniere;
  • Io amo gli aeroporti, e amo prendere l’aereo. Mi piace ‘’odore degli aeroporti (perché esiste, ve lo giuro) e mi piace persino il cibo che danno in aereo. Poi è vero, non mi odiate, sono una di quelle persone che appena mette piede su un aereo dorme. Ma questa è un’altra storia;
  • Per me c’è una netta differenza tra viaggio e vacanza. Il viaggio è stancante, si fanno più km possibile, non ci si risparmia, si parte appena si finisce di lavorare e si torna all’ultimo momento prima di riprendere a lavorare. La vacanza è altro;
  • Sono veramente ma veramente felice solo quando viaggio, il mio sorriso è diverso quando viaggio, basta guardare le foto, ho la netta percezione che solo quando sono in viaggio vivo davvero;

Qualcuno ha definito il Wanderlust una vera e propria malattia, perché chi ne soffre sta male fisicamente e psicologicamente quando non può viaggiare. Per questo motivo il Wanderlust è anche chiamato il “mal di casa”, ovvero la sofferenza emotiva che si prova quando si è costretti a stare a casa con la consapevolezza che là fuori c’è un mondo intero da scoprire.

E attenzione: la causa risiede nel DNA. Incredibile, vero? Ma è così.

Secondo recenti studi scientifici, la sindrome di Wanderlust avrebbe basi genetiche e sarebbe collegata a un gene presente nel nostro DNA.
Si tratta di un gene denominato proprio gene di wanderlust: il DRD4-7R. Esso risulta correlato con la produzione di dopamina, un neurotrasmettitore conosciuto come l’ormone dell’euforia, legato alla sfera del piacere, che regola il livello di curiosità e rende sensibili agli stimoli esterni: è lui il responsabile della passione e dell’amore per tutto ciò che è esotico e sconosciuto. E allora me ne sono fatta una ragione, in fondo è colpa del DNA.

Non resta che una sola cura: viaggiare il più possibile!

E voi, siete ordinari o un po’ folli, sognatori, viaggiatori incalliti sempre alla ricerca di un nuovo posto dove andare? Insomma sentite anche voi di avere questa meravigliosa sindrome?

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